Giovani e disoccupazione: tasso raddoppiato rispetto al 2008

(Marzo 2012) Disagi per i giovani laureati italiani: tasso di disoccupazione raddoppiato rispetto al 2008. Questi i dati presentati lo scorso 6 marzo da Almalaurea. Secondo un’indagine effettuata su un campione di 400 mila laureti la condizione lavorativa dei giovani italiani è alquanto preoccupante.

Gli intervistati sono stati suddivisi in base al periodo di conseguimento del titolo di studio e la tipologia di carrieraGiovani laureati e disoccupati intrapresa (laurea di primo livello, biennale specialistica, ciclo unico). Sia coloro che hanno terminato la carriera universitaria nell’anno passato, sia i laureati nel 2008, sia quelli che già da ben cinque anni hanno ottenuto il titolo di studio, mostrano una condizione occupazionale nettamente peggiorata rispetto ai dati rilevati nel 2008.

La tabella che riassume i dati raccolti dal Consorzio Interuniversitario, Almalaurea,  nel XIV Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani parla da sé:

Tassi di occupazione e disoccupazione, per tipologia di laurea, negli ultimi quattro anni (condizione a un anno dalla laurea)

 

2011 2010 2009 2008
TASSO DISOCCUPAZIONE A UN ANNO
Laureati primo livello 19,4% 16,2% 15,1% 11,2%
Laureati specialistici 19,6% 17,7% 16,2% 10,8%
Specialistici a ciclo unico 18,6% 16,5% 13,7% 8,6%
TASSO OCCUPAZIONE A UN ANNO
Laureati primo livello 68,6% 71,4% 73,3% 77,8%
Laureati specialistici 56,8% 55,7% 56,7% 62,8%
Specialistici a ciclo unico 36,6% 37,1% 42,0% 45,6%
Fonte: ALMALAUREA, 2012

Il dato più sconcertante riguarda la crescita rispetto al 2008 del tasso di disoccupazione dei laureati specialistici, dimostrando come nel Bel Paese siano le persone più qualificate ad essere penalizzate. Al contrario di quanto si potrebbe pensare anche le categorie più favorite dalle ricerche di mercato in questo momento (come ad esempio gli ingegneri) hanno subito un incremento nel tasso di disoccupazione. Una crisi lavorativa che investe quindi tutte le aree di studio. Se si analizza il tasso occupazionale si può facilmente notare che la percentuale risulta positiva per il laureti di primo livello, ma i dati “ingannano”, perché includono anche le attività formative che prevedono un minimo di retribuzione. Di conseguenza anche in questo caso la perdita di punti è notevole.

Altro problema evidente dagli studi effettuati dalla stessa Almalaurea è quello della precarietà. Il lavoro stabile per un  giovane neolaureato diviene sempre più un’utopia. Non migliore la situazione sul fronte delle retribuzioni: nell’ultimo anno il calo oscilla tra il 2 e il 6 per cento. Differenze si notano anche sulle possibilità lavorative a Nord e Sud Italia. Il Mezzogiorno mantiene alta la nomina di area meno fertile per la ricerca di lavoro, soprattutto se si tratta di settori fortemente specializzati. Mai come in questo momento la cosiddetta fuga di cervelli risulta essere per i laureati italiani una pratica del tutto lecita. È bene tener presente questi dati per avviare un’efficace riforma del lavoro che aiuti i giovani laureati a credere nella possibilità di ottenere un impiego nel proprio Paese.

Trasferirsi all’estero dovrebbe essere una scelta volontaria e non una costrizione per l’ottenimento di un lavoro. Maggiore investimento nell’istruzione e valorizzazione del capitale umano sembrano essere le uniche vie di fuga da questa allarmante situazione.

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