Ordini e albi nuovi, ce n’è per tutti i gusti

timbro dell'Ordine professionaleSe l’ Unione Europea va verso la liberalizzazione dell’accesso alle professioni e chiede  all’Italia di farlo, l’Italia risponde proponendo un disegno di legge che prevede l’istituzione di cinque nuovi Ordini e venti albi per le professioni sanitarie.

 

Il 14 settembre, quasi in silenzio grazie al poco interesse della stampa sul tema, in Senato si è tentato di approvare un disegno di legge per ingabbiare le professioni sanitarie, motivandolo con un bisogno di controllo e tutela contro gli abusivi, come se gli attuali collegi e ordini non bastassero. Il ddl, presentato da Pdl e Lega, ha ricevuto l’appoggio di alcuni parlamentari dell’Italia dei Valori e ha ottenuto l’unanimità in commissione Sanità.

Si potrebbe perdere il conto, elencando tutti gli Ordini professionali esistenti in Italia. La manovra correttiva entrata in Consiglio dei ministri il 30 giugno prevedeva l’abolizione di almeno quattro ordini, compreso quello dei medici, ma di questo progetto non c’è più traccia. Anzi la nuova proposta è far gestire i nuovi ordini a livello provinciale, dopo aver parlato di abolizione delle province nella stessa manovra. E per “risparmiare”, visto i tempi di crisi, arriva la proposta di costiuire in ogni capoluogo di Regione, per ciascuno degli ordini professionali, una Consulta regionale degli ordini provinciali, composta da rappresentanti degli ordini professionali.

Ecco le novità proposte per le professioni sanitarie:

  • Ordine degli infermieri (con due albi)
  • Ordine delle ostetriche
  • Ordine delle professioni della riabilitazone (con otto albi)
  • Ordine dei tecnici di radiologia medica
  • Ordine delle professioni tecnico-sanitarie e della prevenzione (con dieci albi)

E come se non bastasse, l’apice dell’assurdo si raggiunge con la proposta di riscattare gli anni di studio (altro elemento che la Manovra volve abolire) anche per chi alla fine non consegue il titolo.

Meno male che c’era Francesco Rutelli è il caso di dire. Il senatore dell’Api ha costretto i colleghi a riflettere: “Mi chiedo come sia compatibile una scelta del genere con l’orientamento assunto dal governo che ha detto, scritto e approvato con la manovra su cui ha posto la questione di fiducia che proprio l’accesso alle professioni deve diventare il primo tagliando per la crescita. Ma qui non stiamo facendo il tagliando per la crescita. Piuttosto stiamo dando un altro taglio alla crescita.

Il cammino del disegno di legge si è fermato, perché alcuni membri della Commissione bilancio hanno ritenuto inopportuno il ddl. Però Laura Bianconi, vicepresidente dei senatori Pdl, ha chiesto una sospensione dell’esame del provvedimento, solo per evitare che venisse archiviato. Adesso c’è il rinvio in Commissione e la Bianconi è ottimista: “Sono certa che una volta chiariti alcuni punti soprattutto sulle sanzioni saremo in grado di farlo ricalendizzare dalla Conferenza dei capigruppo e di approvarlo in tempi rapidi”.

 

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