Khan: l’Italia si apra agli immigrati. Sono il futuro demografico del Paese

Settembre 2011
Gabriel Khan, professore di giornalismo all'Università della Southern California, per anni ha lavorato come corrispondente in Italia. Numerosi sono stati i suoi soggiorni nel Belpaese: il primo nel 1992 e l'ultimo nel 2008.
Intervistato da "Redattore Sociale" per il decimo anniversario dell'11 settembre, ricorda le difficoltà burocratiche quando ogni due anni doveva rinnovare il permesso di soggiorno in Italia e parla del sistema di immigrazione americano, che dopo l'11 settembre è diventato molto più sospettoso.
Dopo l'attentato alle Torri Gemelle il sistema è più chiuso e le persone che richiedono la Green Cardcorrono più rischi perché "ci sono queste liste nere, in cui se si finsice per sbaglio, è molto difficile uscirne".
Sua moglie ad esempio, italiana trasferitasi in California dopo l'11 settembre, dopo aver attivato tutte le pratiche per ricevere la Green Card ha vissuto una lunga attesa ("un buco nero che può variare dalle quattro alle dodici settimane") prima di ottenerla.



Khan però, facendo un confronto tra Italia e Stati Uniti sul tema dell'immigrazione dice: "Il nostro atteggiamento, nonostante a livello burocratico si siano più difficoltà, è comunque culturalmente più aperto agli immigrati" e ancora "in Italia ci dovrebbe essere un dibattito nazionale che affronti il fatto che a livello demografico il Paese senza immigrati non ha speranza".

Fonte: Redattore Sociale

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