Stage: così si abbatte la voce “costo del lavoro” sul bilancio
Chi non conosce qualcuno che in questo momento in Italia non stia facendo uno stage? Chi non ha fatto uno stage o più di uno?
Senza ingenuità o ipocrisia sgomberiamo il campo dalle falsità che giustificano perché lo stage sia così diffuso in Italia, come che sia un ottimo modo per entrare nel mondo del lavoro, per avere il primo contatto con esso, per farsi conoscere, etc. etc. La verità è che il costo di uno stagista è nullo e per l’imprenditoria italiana in tempi di crisi è il miglior modo per risparmiare sul costo del personale.
L’unico costo, infatti, che un’azienda può avere nell’accogliere uno stagista è il tempo iniziale per spiegare al tirocinante quali sono i suoi ruoli e per seguirlo nel primo periodo. E non sarà un’enorme fatica questa, considerando che lo stagista di solito è un giovane con tanta voglia di imparare e che già sa fare qualcosa.
La maggiorparte delle aziende che offrono la possibilità di effettuare degli stage, approfittano del fatto che la legislazione italiana lo permetta e usano lo stage come un vero e proprio mezzo di sfruttamento. Ciò è possibile perché lo stage in Italia non è in alcun modo considerabile come un rapporto di lavoro subordinato e allo stagista non si applica nessun contratto nazionale. Non è esagerato parlare dei Non Diritti dello Stagista.
Su questo tema di grande attualità due giovani sceneggiatori Italiani hanno hanno creato Job/sick, la prima sit-com in trasmessa esclusivamente su facebook. Attaverso l’ironia si propongono di trattare un tema diverso per ogni espisodio, che rappresenti in maniera a tratti paradossale la situazione dei giovani precari italiani e l’assurdità del mondo del lavoro con cui si relazionano oggi.
Lo stage è regolamentato dalla legge 196/1997 (art.18), dal decreto ministeriale n. 142 del 1998, dal Decreto legislativo n. 53/2003 e dalla legge 269/2003. Tuttavia negli utlimi anni sono stati apportati dei cambiamenti al decreto sugli stage, dalla Manovra finanziaria varata dal Governo il 15 agosto 2011 prima, e dalla proposta di legge del ministero del welfare in materia di stage della fine del 2012 dopo. Questa proposta mira ad un accordo con le regioni allo scopo di rendere gli stage retribuiti. Le modifiche riguardano anche le vecchie regole sulla durata dello stage, sul numero massimo di stagisti che ogni impresa può ospitare.
Se stai facendo uno stage o vorresti farne uno faresti bene a informarti sugli stage truffa e le false credenze.
Degna di lode l’iniziativa promossa sul sito Repubblica degli Stagisti volta a creare un canale pulito tra disoccupati e aziende oneste che offrono stage.
Leggi “Programma stage”, come lavarsi le mani. Scopelliti docet e le dichiarazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero a proposito dello stage rilasciate il 18 marzo nella trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio.











