Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato

Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è la forma di rapporto di lavoro più diffusa. È quello che garantisce in assoluto maggiore tutela al lavoratore e che a cui tutti aspirano.

Soggetti coinvolti:

il datore di lavoro, ovvero chi dà ad altri un lavoro alle proprie dipendenze e lo retribuisce e il prestatore di lavoro, ovvero chi si impegna, dietro retribuzione, a prestare il proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione di un altro soggetto.

I rapporti di lavoro subordinato sono regolati dalla legislazione sul lavoro e dai Contratti collettivi nazionali di lavoro,  i cosidetti Ccnl, stipulati a livello nazionale tra le parti sociali.

Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato puè essere part time o full time. contratto subordinato a tempo indeterminato

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato prevede un periodo di prova?




La maggior parte dei contratti di lavoro prevede un periodo di prova la cui durata è fissata dai Ccnl, e che non può superare i 6 mesi. Il periodo di prova deve risultare da un atto scritto, firmato dal lavoratore al momento dell'assunzione. Se il periodo di prova viene stipulato verbalmente è nullo, e il lavoratore può quindi considerarsi assunto definitivamente. Durante il periodo di prova lavoratore e datore di lavoro sono liberi di interrompere il rapporto. Il lavoratore ha diritto alla retribuzione prevista dal contratto di categoria e al momento dell'interruzione deve essergli corrisposto il trattamento di fine rapporto (liquidazione), le ferie e la relativa percentuale di tredicesima.

Al lavoratore viene assegnata una qualifica?

Al lavoratore devono essere assegnate mansioni, ovvero compiti e attività, per le quali è stato assunto, o quelle corrispondenti alla categoria superiore che ha successivamente acquisito. Non è ammessa alcuna diminuzione della retribuzione (art. 13 dello Statuto dei lavoratori). Il trasferimento temporaneo a mansioni superiori dà diritto alla retribuzione corrispondente. Se il trasferimento si protrae per più di 3 mesi, eccetto che per una sostituzione, l'acquisizione della nuova qualifica diviene definitiva.

Risoluzione del rapporto di lavoro

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato può risolversi consensualmente per scelta delle parti oppure per decisione unilaterale del datore di lavoro (licenziamento) o del lavoratore (dimissioni).
Se il dipendente vuole dimettersi è tenuto a dare il preavviso:  una comunicazione che deve essere inviata al datore di lavoro, nel rispetto dei termini fissati dai contratti collettivi nazionali per la mansione svolta.
Se è invece il datore di lavoro a voler licenziare, potrà farlo solo in presenza di valide ragioni: giusta causa, giustificato motivo soggettivo o oggettivo. La legge richiede che tutti i licenziamenti, per essere legittimi,vangano intimati in forma scritta.

 

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