La vera chiave del successo è l’intelligenza emotiva?

Oggi più che mai si sente parlare di intelligenza emotiva, una delle competenze personali (o soft skills) più richiesti ad oggi. Ma sai che cos'è l'intelligenza emotiva e perchè è considerata così importante nell'ambito lavorativo?

Il primo a parlare di intelligenza emotiva (emotional intelligence) è David Goleman che, in un momento di crisi della società americana, caratterizzato da crimini sempre più violenti, abuso di droghe e altri segnali di malessere tra i giovani, consiglia di investire nella componente sociale ed emozionale per guarire l'alienazione del tessuto sociale. Per Goleman il male della depressione, dell'aumento di omicidi e della tossicodipendenza risale all'infanzia, che non è più quella di un tempo. I genitori vivono una vita frenetica e stressante e questo si riversa sui figli: manca l'insegnamento dell'empatia, della compassione, un vero e proprio "alfabeto emozionale", ovvero le indicazioni per saper interagire e sviluppare le capacità interpersonali essenziali.

Oggi la neuroscienza ci racconta come le emozioni non vanno affatto sottovalutate, anzi: migliorare l'autoconsapevolezza, conservare un attitudine positiva e cercare di controllare le emozioni negative, preoccupandoci e curando degli altri, potremo sperare in un futuro più roseo. E questo si applica anche nel mondo del lavoro. Se tempo fa erano le competenze professionali, le cosiddette hard skills, ad avere particolare rilievo nel curriculum, oggi sono le soft skills a spostare il peso della bilancia.

L'intelligenza emotiva fa la differenza al lavoro?

A dar man forte alle teorie di Goleman, vi è il recente studio Workplace Trend realizzato dal Gruppo Sodexo. Dallo studio emerge che il 34% dei cacciatori di talenti ritiene estremamente importante l'intelligenza emotiva tra competenze professionali durante i colloqui. Principalmente perchè per avere un ambiente di lavoro in grado di stimolare i lavoratori è necessario investire nel capitale umano e nell'intelligenza emotiva. Basta pensare che, ad oggi, viene considerata persino più importante del quoziente intellettivo.

Stando alle ultime ricerche quindi, leggere i sentimenti è la vera chiave del successo secondo i recruiters. Il Corriere della Sera riporta le parole di Stefano Biaggi, Amministratore Delegato di Sodexo Italia, che dice che l’intelligenza emotiva è un fattore essenziale per districarsi in un mondo in continua evoluzione.

"L’ambiente di lavoro e le relazioni che si instaurano giocano un ruolo importante nel permettere alle persone di esprimere lo spettro completo delle emozioni".

Sei emotion-friendly?

La risposta dovrebbe essere sì, almeno in vista della nuove tendenze degli headhunter che la ritengono una delle competenze fondamentali e più richieste entro il 2020. In occasione dell'ultimo World Economic Forum, lo psicologo americano Goleman ha trattato i temi di self management e autoconsapevolezza come skills fondamentali per lo sviluppo professionale. Altro spunto di discussione è stata l'Emotional Intelligence, già affrontata in un articolo di Linkedin dal titolo "Emotional Intelligence Myth vs. Fact”.




L'intelligenza emotiva è sinonimo di essere "gentile" o "educato"? Avere intelligenza emotiva significa solo avere molta empatia? L'intelligenza emotiva è solo per uomini e donne che vogliono avvicinarsi al loro lato sensibile?

Queste alcune delle domande che si pone Goleman e alle quali risponde che l'intelligenza emotiva è “la capacità di riconoscere le proprie emozioni, quelle degli altri, gestire le proprie, e interagire in modo costruttivo con gli altri”. Se pensi di non avere intelligenza emotiva, puoi sempre impararla. Secondo Goleman infatti se si hanno delle carenze di empatia, o nella gestione delle emozioni, può migliorarsi su questi punti come su qualunque altro skill di intelligenza emotiva».

Perchè è importante l'intelligenza emotiva

Fonte: Emotional Intelligence Myth vs. Fact, Daniel Goleman, Linkedin.

L'intelligenza emozionale comprende:

  • Self Awareness. L'autoconsapevolezza è fondamentale per sapere cosa si prova e perché ci si sente in un certo modo. Riconoscere le proprie emozioni e gli stati d'animo.
  • Self Management. L'autogestione è essenziale per poter gestire le emozioni, soprattutto le più stressanti, e riconoscere quelle positive, adottandole come punti di forza. Incanalare le emozioni in modo creativo e positivo è uno skill non immediato, ma di vitale importanza.
  • Social Awareness. Hai mai sentito parlare di consapevolezza sociale? Con questo termine si indica la capacità di riconoscere le emozioni altrui e saper empatizzare. L'empatia è una capacità necessaria all'interno di un ambito lavorativo per poter intrefacciarsi con i colleghi e poter migliorare il team-building.
  • Relationship Management. All'interno di un'azienda la gestione delle relazioni è un asset vitale. D'altronde si lavora insieme ad altre persone e per lavorare efficacemente con gli altri, saper risolvere i conflitti, motivare i colleghi e gestire la leadership si necessita una serie di soft skills.

 

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