Licenziamento? Ricominciare a 40 anni è possibile

40 anni"Ricominciare a 40 anni è possibile" è il messaggio del libro di Paola Pesatori dal titolo "Ricomincia da te", edito da Vallardi. È la sua storia ma anche quella di molti persone che, alle soglie dei quaranta anni, perdono il lavoro e si ritrovano a dover riniziare tutto d'accapo.

L'autrice lavorava nell'ambito delle risorse umane e, quando è stata licenziata (o meglio dopo l'allontanamento  forzato dall’azienda per cui lavorava come dipendente), ha deciso di buttare giù 158 pagine di consigli pratici e non solo, per dire a se stessa e agli altri “come trasformare la perdita del lavoro in un’occasione vincente.”

Paola Pesatori dice che c'è "una sorta di fil rouge che accomuna tutte le esperienze di licenziamento": elementi comuni come il tempo, all'incirca un anno, tra la perdita del lavoro e l'inizio di una nuova carriera.

Il manuale segue un ordine cronologico di quelli che sono gli avvenimenti che precedono e seguono un licenziamento: segnali di crisi aziendale, avvisaglie, colloquio con i superiori, lotta per far valere i propri diritti, unione con altri nella setssa situazione per fare rete. L'autrice focalizza l'attenzione sul fatto che al triste momento del licenziamento si può, o meglio, si deve arrivare preparati. Come? Informandosi sui propri diritti: tempi prestabiliti per il preavviso di licenziamento; propria posizione previdenziale; eventuale ammontare del proprio Tfr; assicurarsi che l’azienda lo versi; come negoziare per avere una buona uscita che permetta di vivere per alcuni mesi.




Ovviamente oltre agli aspetti pratici c'è da tenere in conto che una persona che viene licenziata si trova con il morale basso. Nel libro di Paola Pesatori si parla di come dire alla famiglia, ai figli e agli amici che si è stati licenziati, come fare per tenere alta la propria autostima, non cadere in depressione e ributtarsi nel mondo del lavoro. Insomma come reagire per non perdere l'autostima: “È fondamentale razionalizzare la situazione e mantenersi lucidi. Chiedere al proprio superiore come mai si viene licenziati, se per colpa di qualche demerito personale o per via della ristrutturazione aziendale, aiuta a farsi un’idea più completa di quello che sta avvenendo." dice l'autrice.

Superato il trauma, si deve andare avanti: “Sempre più spesso, le aziende mandano a casa professionisti con molta esperienza, che hanno costi elevati, e si avvalgono di risorse in outsourcing”. In questo caso il licenziamento si può trasformare in possibilità: mettersi in proprio, lavorare con contratti a progetto, fare rete con altri professionisti per fondare società di consulenza specializzate. Relazionato a questo è la parte del libro dedicata ai contratti di lavoro, da conoscere bene.

Il libro fa vedere come il periodo di disoccupazione può essere anche un momento per riscoprire passioni abbandonate, far emergere la propria creatività e costruire le basi per un lavoro nuovo. Tutto è possibile: abbandonare definitivamente la scrivania per dedicarci a un’attività manuale o trasferirsi all'estero.


Fonte: Repubblica.it

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