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Vorresti partire qualche mese per un Erasmus? Stai valutando di trasferirti all'estero per una nuova esperienza di lavoro? Se ti trovi in una di queste situazioni è normale che tu stia valutando i pro e i contro. Da una parte c'è il desiderio di avventurarti in qualcosa di nuovo, dall'altra il dover affrontare quei sacrifici e quelle paure che una scelta di questo tipo comporta. Una cosa, però, è certa: l'esperienza all'estero è un vantaggio per la crescita personale e anche per il curriculum. Vediamo perché.

Perché è importante fare un'esperienza all'estero

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Esperienza all'estero: cosa accomuna chi decide di partire?

Chi decide di partire per un'esperienza all'estero dimostra intraprendenza e ricerca di nuove esperienze. L'opzione di partire non è da tutti: ci sono persone che stanno bene nella loro zona di comfort e, intendiamoci, questo non è da demonizzare. È anche questa una scelta. Tuttavia ci sono altre persone mosse dalla ricerca di qualcosa in più: un miglioramento professionale o personale, la voglia di mettersi in gioco, l'avventura del nuovo, uno stile di vita diverso. Questi e altri aspetti accomunano tutte le persone che decidono di partire. Compreso anche il fatto che, a livello atavico, lasciare un terreno noto per uno ignoto fa paura a chiunque.

Partire all'estero per nuove esperienze formative e professionali

Oggi è possibile partire in età molto giovane quando ancora si frequentano le superiori per il cosiddetto anno scolastico all'estero. All'università c'è la possibilità di fare l'Erasmus oppure, quando si terminano gli studi, si può sempre decidere di fare un'esperienza di lavoro altrove. Di solito è più facile partire in età giovane perché, andando avanti con l'età, subentrano altri fattori che possono frenare questa scelta.

Da sempre esistono anche le persone che screditano la scelta di chi decide di partire. Nel caso dell'Erasmus, ad esempio, è possibile che debba assorbirti le seguenti: "Ti laureerai più tardi!", "in Erasmus non si studia", "ci sono mete di serie A e di serie di B". Di solito queste persone sentenziano senza aver mai provato questo tipo di esperienze. Vi basti sapere che l'Erasmus forse non piacerà a questi individui, ma di sicuro piace a tutti i recruiter.


Perché partire all'estero? Gli inevitabili benefici di chi parte

I selezionatori hanno sempre apprezzato le esperienze all'estero nel curriculum. Per quale motivo? Le persone che vivono periodi della propria vita in terra straniera maturano caratteristiche molto ricercate. Stare all'estero significa aver avuto concretamente la capacità di mettersi in gioco in un'altra nazione, il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort, la capacità di adattamento a contesti nuovi e la necessità di imparare un'altra lingua. Questi aspetti permettono di maturare flessibilità e sicurezza nelle proprie risorse psicologiche, due vantaggi molto importanti in ambito personale come lavorativo.

Come decido se partire all'estero?

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Le difficoltà di un'esperienza all'estero diventano vantaggi

Partire all'estero non è semplice. Gli aspetti che spaventano di più sono il fatto di trovarsi soli e in un posto che non si conosce, con abitudini e stili di vita diversi. Tuttavia è proprio in queste circostanze che si sviluppano aspetti di se stessi che in alcuni casi non avrebbero altro modo per germogliare. L'esperienza all'estero ti costringe a essere forte potenziando la resistenza alle avversità, la fiducia in te stesso, la gestione delle emozioni e la lontananza da casa.

Ma non solo. Fare un'esperienza all'estero permette di scoprire nuove prospettive, di imparare a organizzarsi, migliora la capacità di analisi, pianificazione e la capacità di prendere decisioni. Tutto questo viene messo in pratica in modo molto concreto. Per questo motivo i recruiter guardano positivamente queste esperienze che, se ben valorizzate nel curriculum, costituiscono sempre un vantaggio rispetto agli altri candidati.

Autore: Giulia Tartaglione

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