Facebook: la faccia più seria

Nel 2008 Facebook ha stretto un accordo con la società Career Builder, un’azienda che si occupa di lavoro, che attraverso il social network cerca di ottenere maggiori candidati per le offerte di lavoro. Sulla pagina del proprio profilo, compaiono inserzioni mirate, compatibili con gli interessi e le peculiarità degli utenti, che hanno lo scopo di traghettare gli utenti verso CareerBuilder.

Più recente, del dicembre 2010, la notizia che Whirlpool, azienda leader mondiale negli elettrodomestici, ha scelto il famoso social network per la ricerca di laureati destinati a posizioni manageriali. La pagina su Facebook si affianca agli altri canali più tradizionali nella ricerca dei candidati, ma indica una chiara strategia da parte della multinazionale statunitense, da sempre in prima linea sul fronte dell’innovazione. Whirlpool si è aperta agli strumenti del presente per incontrare i propri manager del futuro. Quest’anno saranno tra cento e duecento i laureati che seguiranno il programma di Formazione Manageriale della società, il Fast Treck Management Program (Ftmp), un percorso di formazione di nove mesi itinerante, che porterà i futuri manager a conoscere le realtà dell’azienda presenti in tutta Europa e che si concluderà, stando alle statistiche, per circa il 60% di loro con un impiego presso il Centro operativo di Comerio o nei centri strategici di Cassinetta, in provincia di Varese. cercare lavoro con facebook

L’idea di sdoganare Facebook è venuta anche a due nomi ben conosciuti nel mercato del lavoro italiano, Kelly Services e Gi Group. Le due agenzie di recruiting considerando i dati emersi da una ricerca  che dice che il 18% degli abitanti del Belpaese ha trovato proprio nella rete le indicazioni per accedere all’ultima posizione ricoperta    ( il 17% consultando inserzioni on line e l’1% grazie ai social network) hanno deciso di aprire una propria fan page per rimanere in contatto con i propri fan, informandoli sulle più interessanti ricerche di personale in corso e su altre tematiche, legate in particolare al mercato del lavoro, all’orientamento e alla formazione professionale. Naturalmente, in entrambi i casi, gli utenti di Facebook, una volta diventati fan, potranno anche commentare, confrontarsi e richiedere informazioni di merito.

Stefano Giorgetti, VP & Managing Director di Kelly Services, sul sito dell’agenzia dice: “La rete, per definizione, garantisce la possibilità di affiliarsi a gruppi di persone con interessi e obiettivi affini e, pertanto, può essere utile anche nella selezione dei candidati. Questo fenomeno rappresenta una grande opportunità anche per chi opera nel recruiting: una sfida che abbiamo raccolto creando dei profili aziendali nei principali network online e riorganizzando la nostra stessa struttura, che progressivamente si sta orientando alla specializzazione nella selezione di particolari figure professionali, in relazione a mercati ben definiti, dando così vita a uno schema che, applicato al processo di selezione, si presta particolarmente a sfruttare le potenzialità del web, perché fortemente targettizzato”.

Da pochi giorni (ottobre 2011) anche Il Sole24Ore ha sdoganato la faccia più seria di Facebook. Attenendosi ai risultati di uno studio commissionato da una società specializzata nella ricerca di personale, titolava “Per trovare lavoro meglio Facebook che Linkedin“.

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