Licenziamento

Il licenziamento è l’azione mediante la quale il datore di lavoro decide di recedere unilateralmente dal contratto di lavoro con un proprio dipendente (quindi si differenzia dalle dimissioni per il soggetto che decide di recedere dal contratto).

il licenziamento nel rapporto di lavoro

L’interruzione del rapporto di lavoro mediante licenziamento può avvenire solo in alcuni casi specifici che riguardano o il comportamente del dipendente o la situazione economica dell’azienda. La legge italiana (1. 108/90) prevede:

Licenziamento per giusta causa

Il licenziamento per giusta causa rappresenta il caso più grave previsto dalla giurisprudenza italiana. Il datore di lavoro procede con il lincenziamento per giusta causa nel momento in cui un suo dipendente compie un atto doloso o colposo che reca danno al datore stesso o all’azienda. In questo caso non è necessario che il licenziamento sia preceduto da preavviso.

Licenziamento per giustificato motivo soggettivo

Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo riguarda una trasgressione da parte del lavoratore meno grave rispetto al licenziamento per giusta causa (per esempio il lavoratore non ha rispettato alcuni obblighi contrattuali). In questo caso il datore di lavoro deve concedere e rispettare tutti i preavvisi preavisti dall’ordinamento giuridico italiano prima di procedere con il licenziamento.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Questa forma di licenziamento riguarda generalmente una situazione di crisi economica da parte dell’azienda, che si vede costretta ad attuare una manovra di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale. Quindi il datore di lavoro può lincenziare un proprio dipendente nel momento in cui non ricava più utilità dal lavoro svolto da quel dipendente. Se il licenziamento riguarda più di cinque dipendenti in un periodo di 120 giorni, il datore di lavoro deve rispettare quanto previsto dalla contrattazione colletiva e trovare degli accordi con i sindacati, in modo da stabilire i criteri di selezione dei lincenziati e procede con il licenziamento senza coinvolgimento soggetivo da parte del datore di lavoro.

Come avviene il licenziamento

Qualsiasi sia la motivazione che spinge un datore di lavoro alla pratica del licenziamento, l’interruzione del rapporto di lavoro deve essere comunicata al lavoratore mediante atto scritto, consegnato di persona al lavoratore o inviato per raccomandata.

Per quanto riguarda i licenziamenti disciplinari (ossia il licenziamento per giusta causa ed il lincenziamento per giustificato motivo soggettivo) è necessario che il comportamento trasgressivo commesso dal dipendente venga comunicato nell’immediato (l’immediatezza della comunicazione viene considerato per legge sinonimo di legittimità del licenziamento). Ciò è necessario in quanto al lavoratore spetta il diritto, entro 15 giorni dalla comunicazione del provvedimento, di chiedere le ragioni che hanno portato al proprio licenziamento, ed il datore di lavoro ha l’obbligo di rispondere entro 7 giorni.

Lincenziamento illegittimo

Quando un licenziamento viene considerato illegittimo, nullo o invalido da parte del giudice esaminatore, lo Statuto dei Lavoratori prevede conseguenze differenti a seconda della grandezza dell’azienda e del numero dei dipendenti impiegati nell’impresa. In ogni caso se il licenziamento viene considerato illegittimo il lavoratore ha diritto:

  • reintegrazione nel posto di lavoro
  • ricezione degli stipendi non percepiti durante il periodo di licenziamento
  • versamento degli oneri e dei contributi previdenziali relativi al periodo di licenziamento
Mentre il lavoratore può scegliere se essere reintegrato o rinunciare al posto di lavoro in cambio di un’indennità di 15 mensilità di retribuzione, il datore di lavoro una volta che il lincenziamento non viene considerato valido è obbligato a concedere il reintegro al lavoratore.
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