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Quali saranno le competenze professionali del futuro? Negli ultimi anni il mondo del lavoro è stato catapultato in un processo di grandi trasformazioni, complice anche l'impatto della pandemia e quindi l'espansione dello smartworking per evitare il contagio. Il Future of Jobs 2020 ha redatto un report secondo il quale, entro il 2025, 85 milioni di posti di lavoro verranno automatizzati; d'altra parte si attesta che verranno creati 97 milioni di nuove opportunità lavorative. Saranno gli ambiti di innovazione, sostenibilità e digitalizzazione a guidare le richieste attuali e future dei datori di lavoro.

Quali competenze sono richieste per il 2022?

Kir Smyslov || Shutterstock

Quali sono le competenze professionali del futuro?

Il mondo del lavoro necessita sempre di più di profili ibridi, capaci di coniugare competenze tecniche, sociali, relazionali, di ascolto e comprensione. Si ricercano le competenze tecniche, chiamate hard skills, ma anche e soprattutto competenze relazionali, le soft skills. Da una parte le competenze tecniche sono specifiche a seconda della professionalità; d'altra parte le competenze relazionali riguardano il carattere del lavoratore e il suo modo di interagire con gli altri. Per questo motivo le competenze relazionali risultano sempre più importanti nell'ambiente di lavoro. Mentre in passato i lavoratori venivano assunti per le loro competenze specifiche, e quindi per ricoprire un compito ben preciso all'interno dell'azienda, oggi prevale la necessità di trasversalità. I dipendenti con soft skills più sviluppate sono anche quelli con maggiori capacità di adattamento in momenti di crisi e trasformazione, per questo oggi più ricercati dai recruiters.

Competenze professionali: quali si ricercano per il 2022?

Secondo alcuni studi portati avanti dagli osservatori sull'evoluzione del mondo del lavoro, le competenze richieste nel 2022 e almeno fino al 2025 possono essere distinte in due principali categorie: competenze fondamentali e competenze aggiuntive. Le competenze fondamentali sono richieste al lavoratore indipendentemente dal proprio lavoro e dal settore di riferimento. Ecco alcuni esempi:

  • Ascolto attivo: capacità di ascoltare e percepire le ragioni degli altri;
  • Apprendimento attivo: capacità di partecipazione attiva al processo di apprendimento;
  • Adattabilità: la capacità di adattarsi alle varie situazioni che si presentano nei sistemi di lavoro;
  • Problem solving: capacità di proporre soluzioni in tempi rapidi di fronte al presentarsi di eventuali problemi.

Il giusto abbinamento da lavoro

Jacob Lund || Shutterstock




Per quanto riguarda le competenze aggiuntive più ricercate, vediamo questi esempi:

  • Pensiero analitico: capacità di analizzare i dati e utilizzare le informazioni per risolvere i problemi;
  • Pensiero critico: capacità di pensare in modo razionale, comprendendo la connessione logica tra le idee;
  • Creatività e originalità: capacità di inventare e pensare in modo differente;
  • Persuasione: capacità di ottenere l'approvazione degli altri attraverso un'opera di convincimento;
  • Gestione del tempo: pianificazione e controllo del tempo per ottimizzare le attività aziendali;
  • Strategie di apprendimento: tecniche messe in atto per facilitare e velocizzare i processi di apprendimento;
  • Resilienza e resistenza allo stress: capacità di non lasciarsi travolgere da situazioni stressanti e capacità di reazione.

L'evoluzione delle competenze 2022: Reskilling e Upskilling

La continua evoluzione del mercato del lavoro rappresenta una grande opportunità di crescita delle competenze ma anche un investimento di tempo, in quanto è necessario apprendere nuove abilità stando al passo con le richieste del mercato del lavoro. Molte aziende, al fine di ottimizzare tempi e risorse economiche, hanno deciso di adottare un sistema di formazione continua. In questi casi si parla di upskilling e reskilling. L'upskilling si traduce in programmi che permettono di far sviluppare al lavoratore nuove competenze nello stesso campo di lavoro. Si tratta di un aggiornamento di ciò che il dipendente sa fare e di un investimento che l'azienda effettua nei confronti del lavoratore. Per quanto riguarda il reskilling, si tratta dello sviluppo di abilità grazie alle quali il dipendente può ricoprire mansioni diverse all'interno dell'azienda. Si può considerare una riqualificazione delle risorse e delle competenze, le quali permettono una maggiore dinamicità dei lavoratori nell'ambiente di lavoro. E, senza dubbio, un investimento a lungo termine anche per le imprese.

Autore: Giulia Tartaglione

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