Colloquio di lavoro: frasi da non dire

tagliando la lingua

Ci sono delle frasi che durante un colloquio di lavoro non bisogna dire. Frasi che si rivelerebbero essere solo un errore. Ecco una lista delle frasi da non dire, con la spiegazione del perché pronunciarle sarebbe sbagliato.

  • “Perdoni il ritardo”. Arrivare in ritardo ad un colloquio di lavoro è una mancanza grave, qualsiasi sia la causa. Eccessive scuse invece di aiutarti ti metterebbero in cattiva luce, quindi meglio non iniziare il colloquio con una richiesta di scusa.
  • “Ho lasciato il lavoro perché non andavo d’accordo con il mio ex capo”. Anche se fosse vero che la relazione con l’ultimo capo non era buona, questa non è un’informazione che, se data al selezionatore, può agevolarti. Le relazioni interpersonali sul luogo di lavoro sono molto importanti e far sapere che non ne hai avute di buone non ti aiuterà a fare una bella impressione.
  • “Sono alla ricerca di un’occupazione meno stressante”. Anche se tra le condizioni migliori che offre la posizione per cui ti sei candidato, c’è quella di un lavoro meno stressante, dimostrarti interessato ad un’occupazione che non sia stressante non ti fa apparire come una persona attiva, quindi meglio focalizzarsi sulle opportunità di crescita di responsabilità che la posizione nuova offre.
  • “Sto cercando un’occupazione temporanea”. Nessuna azienda vuole sentirsi dire da un candidato che essa è la seconda scelta. Anche qualora fosse vero che sei alla ricerca di un’occupazione temporanea non lo dire durante il colloquio e se ti viene fatta la domanda specifica, rispondi cambiando argomento, ad esempio dicendo che il tuo obiettivo è contribuire allo sviluppo dell’azienda.
  • “Non ho esperienza”. Le tue esperienze le hai già raccontate nel curriculum vitae e durante il colloquio dovrai supplire alle mancanze. Come? Se non hai esperienza non lo dire se non ti viene fatta la domanda specifica e, qualora ti venisse fatta, senza negare la realtà dillo ma contemporaneamente spiega che grazie alle conoscenze possedute e alle tue capacità puoi superare presto questa mancanza.
  • “Sono diposto a lavorare anche gratuitamente pur di lavorare nella vostra azienda”. Se è vero che il tema “retribuzione” deve essere sempre il selezionatore il primo a tirarlo fuori, è anche vero che non è per nulla intelligente svalutare il proprio lavoro e quindi se stessi.
  • “Non posso fare straordinari”. Non c’è motivo di affermare un’assoluta impossibilità se non è richiesta, può capitare a tutti uno straordinario ogni tanto ma se non è la norma è inutile parlarne.
  • “Mi piacciono i cambiamenti frequenti”. Questa è la risposta da non dare se il selezionatore dopo aver letto il tuo curriculum vitae vuole sapere perché hai avuto molte esperienze di breve durata in diverse aziende. Il selezionatore sta cercando di capire se all’offerta migliore potresti abbandonare anche la sua azienda, quindi meglio cercare altre risposte.
  • “Prima di accettare devo consultarmi con il mio partner”. Niente di più sbagliato. Il partner appartiene alla vita privata e le domande personali durante un colloquio non dovrebbero essere menzionate né dal selezionatore né dal candidato. Se realmente hai questa necessità, puoi chiedere al selezionatore di darti qualche giorno per decidere, senza menzionare che la scelta dipenderà anche da un’altra persona. Far vedere che una scelta del genere dipenda dal partner denota insicurezza e poca professionalità.
  • “Non ho mai avuto incidenti di percorso”; “Ho fatto sempre tutto bene”. Queste sono affermazioni che denotano arroganza e poco senso della realtà. Nessuno è perfetto e sicuramente anche tu avrai commesso degli errori. Senza passare dall’apologia di te stesso all’eccessiva umiltà, se ti viene chiesto, racconta le tue esperienze con capacità analitica e cercando di essere oggettivo.
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